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Premessa
L’insegnamento
di strumento musicale si colloca nel quadro del progetto complessivo di
formazione della persona secondo i principi generali della scuola media in
modo da fornire agli alunni, destinati a crescere in un mondo fortemente
caratterizzato dalla presenza della musica come veicolo di comunicazione,
una maggiore capacità di lettura attiva e critica della realtà nonché una
ulteriore opportunità di conoscenza e di espressione e un contributo al
senso di appartenenza sociale.
I corsi ad indirizzo musicale,
autorizzati e funzionanti ai sensi dei decreti ministeriali 3-8-1979 e
13-2-1996, ricondotti a ordinamento a decorrere dall'anno scolastico
1999-2000 dall’art. 11 comma 9 della legge 3 maggio 1999 n. 124,
costituiscono integrazione interdisciplinare ed arricchimento
dell’insegnamento obbligatorio dell’educazione musicale, previsto dall’art.
165 del decreto legislativo 16-4-1994 n. 297, nell’ambito della
programmazione educativo-didattica dei consigli di classe e del collegio dei
docenti, in sintonia con la premessa ai programmi della scuola media.
Le classi, in cui viene impartito
l'insegnamento di strumento musicale, sono formate secondo i criteri
generali dettati per la formazione delle classi, previa apposita prova
orientativo-attitudinale predisposta dalla scuola per gli alunni che
all'atto dell'iscrizione abbiano manifestato la volontà di frequentare il
corso di strumento musicale. Gli alunni di ciascuna classe vengono ripartiti
in quattro gruppi per l'insegnamento di quattro strumenti musicali
differenti e per tipologia diversa, frequentando le lezioni in orario
pomeridiano o comunque in orario non contemporaneo alle altre materie.
La scelta delle specialità
strumentali da insegnare è effettuata dal collegio dei docenti tra quelle
indicate nei programmi indicati nel decreto ministeriale, tenendo conto del
rilevante significato formativo e didattico della musica d'insieme.
Per ciascun corso, ferma restando
la dotazione organica per la copertura di due ore settimanali per classe di
educazione musicale, già prevista dall’ordinamento degli studi, è attribuita
la dotazione organica di quattro cattedre di strumento musicale, articolate
su tre classi (prima, seconda e terza Scuola secondaria di 1° grado).
Le ore di insegnamento sono
destinate alla pratica strumentale individuale e/o per piccoli gruppi anche
variabili nel corso dell’anno, all’ascolto partecipativo, alle attività di
musica di insieme, nonché alla teoria e lettura della musica: quest’ultimo
insegnamento - un’ora settimanale per classe - può essere impartito anche
per gruppi strumentali. Nell’ambito dell’autonomia organizzativa e didattica
la scuola può adeguare il modello organizzativo a situazioni particolari di
funzionamento dei corsi, al fine di realizzare l’impiego ottimale delle
risorse, anche prevedendo attività di approfondimento, potenziamento e
recupero.
I docenti di strumento musicale,
in sede di valutazione periodica e finale, esprimono un giudizio analitico
sul livello di apprendimento raggiunto da ciascun alunno al fine della
valutazione globale che il consiglio di classe formula a norma dell’articolo
177 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297.
In sede di esame di licenza viene
verificata, nell'ambito del previsto colloquio pluridisciplinare, anche la
competenza musicale raggiunta al termine del triennio sia sul versante della
pratica esecutiva, individuale e/o d’insieme, sia su quello teorico.
INDICAZIONI GENERALI
L'insegnamento strumentale
costituisce integrazione interdisciplinare ed arricchimento
dell'insegnamento obbligatorio dell'educazione musicale nel più ampio quadro
delle finalità della scuola media e del progetto complessivo di formazione
della persona.
Esso concorre, pertanto, alla più
consapevole appropriazione del linguaggio musicale, di cui fornisce
all'alunno preadolescente una piena conoscenza, integrando i suoi aspetti
tecnico-pratici con quelli teorici, lessicali, storici e culturali che
insieme costituiscono la complessiva valenza dell'educazione musicale;
orienta quindi le finalità di quest'ultima anche in funzione di un più
adeguato apporto alle specifiche finalità dell'insegnamento strumentale
stesso.
La musica e la sua evoluzione
linguistica hanno avuto, e continuano ad avere, nel loro divenire, frequenti
momenti di incontro con le discipline letterarie, scientifiche e storiche.
L'indirizzo musicale richiede quindi che l'ambito in cui si realizza offra
un'adeguata condizione metodologica di interdisciplinarità: l'educazione
musicale e la pratica strumentale vengono così posti in costante rapporto
con l'insieme dei campi del sapere.
Sviluppare l'insegnamento
musicale significa fornire agli alunni, destinati a crescere in un mondo
fortemente segnato dalla presenza della musica come veicolo di
comunicazione, spesso soltanto subita, una maggiore capacità di lettura
attiva e critica del reale, una ulteriore possibilità di conoscenza,
espressione e coscienza, razionale ed emotiva, di sé.
Obiettivo del corso triennale,
quindi, una volta fornita una completa e consapevole alfabetizzazione
musicale, è porre alcuni traguardi essenziali che dovranno essere da tutti
raggiunti. Il rispetto delle finalità generali di carattere orientativo
della scuola media non esclude la valorizzazione delle eccellenze.
Adeguata attenzione viene
riservata a quegli aspetti del far musica, come la pratica corale e
strumentale di insieme, che pongono il preadolescente in relazione
consapevole e fattiva con altri soggetti.
ORIENTAMENTI FORMATIVI
L'insegnamento strumentale
conduce, attraverso l'integrazione con l'educazione musicale e
l'apprendimento della notazione e delle strutture metriche e ritmiche,
all'acquisizione di capacità cognitive in ordine agli aspetti fondamentali
della musica (melodia, armonia, ritmo, timbro, dinamica, agogica) e alla
traduzione operativa nella pratica strumentale, onde consentire agli alunni
l'interiorizzazione di tratti significativi del linguaggio musicale a
livello formale, sintattico e stilistico.
I contenuti dell'educazione
musicale, a loro volta, e in specie l'educazione dell'orecchio,
l'osservazione e analisi dei fenomeni acustici, il riconoscimento degli
attributi fisici del suono, la lettura dell'opera musicale intesa come
ascolto guidato e ragionato, si modellano con il necessario contributo della
pratica strumentale.
L'insegnamento strumentale
promuove la formazione globale dell'individuo offrendo, attraverso
un'esperienza musicale resa più completa dallo studio dello strumento,
occasioni di maturazione logica, espressiva, comunicativa integrando il
modello curricolare con percorsi disciplinari intesi a sviluppare, nei
processi evolutivi dell'alunno, unitamente alla dimensione cognitiva, la
dimensione pratico-operativa, estetico-emotiva, improvvisativo-compositiva.
L’esperienza musicale offre anche all'alunno, attraverso l'acquisizione di
capacità specifiche, ulteriori occasioni di sviluppo e orientamento delle
proprie potenzialità, una più avvertita coscienza di sé e del modo di
rapportarsi al sociale e fornisce ulteriori occasioni di integrazione
e di crescita anche per gli alunni in situazione di svantaggio.
In particolare la produzione
dell'evento musicale attraverso la pratica strumentale:
-
comporta processi di
organizzazione e formalizzazione della gestualità in rapporto al sistema
operativo dello strumento concorrendo allo sviluppo delle abilità
senso-motorie legate a schemi temporali precostituiti;
-
dà all'alunno la possibilità
di accedere direttamente all'universo di simboli, significati e
categorie fondanti il linguaggio musicale che i repertori strumentali
portano con sé; consente di mettere in gioco la soggettività, ponendo le
basi per lo sviluppo di capacità di valutazione critico-estetiche;
-
permette l'accesso ad
autonome elaborazioni del materiale sonoro ( improvvisazione -
composizione ), sviluppando la dimensione creativa dell'alunno.
L'essenziale aspetto performativo
della pratica strumentale porta alla consapevolezza della dimensione
intersoggettiva e pubblica dell'evento musicale stesso, fornendo un efficace
contributo al senso di appartenenza sociale.
OBIETTIVI GENERALI DI
APPRENDIMENTO
Nel campo della formazione
musicale l'insegnamento strumentale persegue un insieme di obiettivi
generali all'interno dei quali si individua l'acquisizione di alcuni
traguardi essenziali, quali:
-
il dominio tecnico del
proprio strumento al fine di produrre eventi musicali tratti da
repertori della tradizione scritta e orale con consapevolezza
interpretativa, sia nella restituzione dei processi formali sia nella
capacità di attribuzione di senso;
-
la capacità di produrre
autonome elaborazioni di materiali sonori, pur all'interno di griglie
predisposte;
-
l'acquisizione di abilità in
ordine alla lettura ritmica e intonata e di conoscenze di base della
teoria musicale;
-
un primo livello di
consapevolezza del rapporto tra organizzazione dell'attività
senso-motoria legata al proprio strumento e formalizzazione dei propri
stati emotivi;
-
un primo livello di capacità
performative con tutto ciò che ne consegue in ordine alle possibilità di
controllo del proprio stato emotivo in funzione dell'efficacia della
comunicazione.
CONTENUTI FONDAMENTALI
I contenuti delle singole
specificità strumentali che dovono essere perseguiti sono:
-
ricerca di un corretto
assetto psico-fisico: postura, percezione corporea, rilassamento,
respirazione, equilibrio in situazioni dinamiche, coordinamento;
-
autonoma decodificazione allo
strumento dei vari aspetti delle notazioni musicali: ritmico, metrico,
frastico, agogico, dinamico, timbrico; armonico;
-
padronanza dello strumento
sia attraverso la lettura sia attraverso l'imitazione e
l'improvvisazione, sempre opportunamente guidata;
-
lettura ed esecuzione del
testo musicale che dia conto, a livello interpretativo, della
comprensione e del riconoscimento dei suoi parametri costitutivi;
-
acquisizione, da parte degli
alunni, di un metodo di studio basato sull'individuazione dell'errore e
della sua correzione;
-
promozione della dimensione
ludico-musicale attraverso la musica di insieme e la conseguente
interazione di gruppo.
La capacità di lettura va
rinforzata dalla "lettura a prima vista" e va esercitata non soltanto sulla
notazione tradizionale ma anche su quelle che utilizzano altri codici, con
particolare riferimento a quelli più consoni alle specificità strumentali.
Altri obiettivi di apprendimento
e contenuti fondamentali sono specifici per i singoli strumenti per cui si
rimanda alla programmazione specifica di ogni docente di strumento.
COMPETENZE E CRITERI DI
VALUTAZIONE
L'insegnamento strumentale
concorre, attraverso una programmata integrazione tra le discipline
musicali, alla costituzione della competenza musicale generale che si fonda
su:
-
il riconoscimento e la
descrizione degli elementi fondamentali della sintassi musicale;
-
il riconoscimento e la
descrizione di generi musicali, forme elementari e semplici condotte
compositive;
-
la capacità di collocare in
ambito storico-stilistico gli eventi musicali praticati;
-
la produzione e/o la
riproduzione di melodie attraverso il mezzo vocale con il supporto della
lettura ritmica e intonata.
Lo studio strumentale, a sua
volta, si fonda su:
-
capacità di lettura allo
strumento, intesa come capacità di correlazione segno (con tutte
le valenze semantiche che comporta nel linguaggio musicale) - gesto -
suono;
-
uso e controllo dello
strumento nella pratica individuale e collettiva, con particolare
riferimento ai riflessi - determinati dal controllo della postura e
dallo sviluppo senso-motorio - sull'acquisizione delle tecniche
specifiche;
-
capacità di esecuzione e
ascolto nella pratica individuale e collettiva, ossia livello di
sviluppo dei processi di attribuzione di senso e delle capacità
organizzative dei materiali sonori;
-
esecuzione, interpretazione
ed eventuale elaborazione autonoma allo strumento del materiale sonoro,
laddove anche l'interpretazione può essere intesa come livello di
sviluppo delle capacità creative.
Fermi restando gli obiettivi e le
indicazioni programmatiche definite per le singole specialità strumentali,
la verifica dei risultati del percorso didattico relativo all'insegnamento
strumentale si basa sull'accertamento di una competenza intesa come dominio,
ai livelli stabiliti, del sistema operativo del proprio strumento in
funzione di una corretta produzione dell'evento musicale rispetto ai suoi
parametri costitutivi: struttura frastica e metro-ritmica e struttura
melodico-armonica con le relative connotazioni agogico-dinamiche.
I processi di valutazione
dovranno comunque ispirarsi ai criteri generali della valutazione formativa
propria della scuola media.
ESEMPLIFICAZIONI METODOLOGICHE
Posto che:
-
le diverse caratteristiche
organologiche degli strumenti implicano una diversa progressione
nell'acquisizione delle tecniche specifiche, con tempi differenziati
nella possibilità di accesso diretto alle categorie musicali indicate
negli orientamenti formativi;
-
in un triennio tali
possibilità sono oggettivamente limitate;
-
nella fascia d'età della
Scuola media si avviano più strutturate capacità di astrazione e
problematizzazione,
La pratica della Musica d'insieme
si pone come strumento metodologico privilegiato. Infatti l'evento musicale
prodotto da un insieme ed opportunamente progettato sulla base di
differenziate capacità operativo-strumentali, consente, da parte degli
alunni, la partecipazione all'evento stesso, anche a prescindere dal livello
di competenza strumentale raggiunto.
L'accesso alle categorie fondanti
il linguaggio musicale e al suo universo trova quindi un veicolo in una viva
e concreta esperienza che può essere più avanzata, sul piano musicale, di
quanto non possa esserlo quella riferita alla sola pratica individuale.
Particolare attenzione va data
alla pratica vocale adeguatamente curata a livello del controllo della
fonazione, sia come mezzo più immediato per la partecipazione all'evento
musicale e per la sua produzione, sia come occasione per accedere alla
conoscenza della notazione e della relativa teoria al fine di acquisire
dominio nel campo della lettura intonata. La competenza ritmica, oltre ad
essere assunta mediante il controllo dei procedimenti articolatori
propri dei vari strumenti, deve essere incrementata da una pratica
fonogestuale individuale e collettiva sostenuta dalla capacità di lettura.
In tale prospettiva metodologica la pratica del solfeggio viene sciolta
nella più generale pratica musicale.
Anche l'ascolto va inteso come
risorsa metodologica, tanto all'interno dell'insegnamento strumentale,
quanto nella musica d'insieme.
In particolare è finalizzato a
sviluppare capacità di controllo ed adeguamento ai modelli teorici basati
sui parametri fondamentali della musica rivelandosi mezzo indispensabile per
la riproduzione orale e/o scritta di strutture musicali di varia
complessità. Esso deve inoltre tendere a sviluppare capacità discriminative
e comparative delle testimonianze musicali più significative, capacità
utili, nella pratica strumentale, alla riproduzione di modelli
esecutivo-interpretativi.
Altra risorsa metodologicamente
efficace è l'apporto delle tecnologie elettroniche e multimediali.
L'adozione mirata e intellettualmente sorvegliata di strumenti messi a
disposizione dalle moderne tecnologie costituisce un incentivo a sviluppare
capacità creativo-elaborative senza che queste vengano vincolate al dominio
tecnico di strumenti musicali che richiedono una avanzata capacità di
controllo.
Gli strumenti metodologici
suggeriti presuppongono una condizione generale di infra ed
interdisciplinarità. Da una parte infatti, l'apprendimento strumentale
integrato con quello dell'Educazione musicale e della teoria e lettura della
musica configura un processo di apprendimento musicale unitario, dall'altra
le articolazioni della dimensione cognitiva messe in gioco da questo
processo attivano relazioni con altri apprendimenti del curricolo,
realizzando la condizione per l'interdisciplinarità. |
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