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anno scolastico 2006-2007 |
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Ogni anno la nostra scuola programma una gita di istruzione nelle varie regioni d’Italia per consentire agli alunni di visitare città significative dal punto di vista storico. La valenza didattica di questa iniziativa è considerevole in quanto offre ai medesimi la possibilità di poter cogliere dal vivo aspetti rilevanti del nostro patrimonio artistico e di apprezzarne il valore culturale. Inoltre non è da sottovalutare l’importanza di suddetta iniziativa sul piano della socializzazione in quanto gli alunni hanno la possibilità di relazionarsi, sia con i compagni che con i docenti, in contesti diversi da quelli usuali. Quest'anno scolastico è stata scelta come meta la Laguna veneta e Trieste. Prima di raggiungere la Laguna è fatta una sosta a Mantova dove gli alunni hanno potuto ammirare il centro storico con i suoi splendidi edifici medioevali
Le tappe successive sono state Venezia e le isole di Burano e Murano Venezia ha affascinato i ragazzi non solo per i canali e la particolare architettura ma anche per le pittoresche esibizioni di personaggi tipici della storia veneziana
Burano conosciuta in tutto il mondo per i colori accesi delle sue case, per il suo campanile pendente quanto la torre di Pisa e per la bellezza dei suoi merletti
Murano per le fantastiche vetrerie dove gli alunni hanno potuto assistere a dimostrazioni della lavorazione del vetro.
Ultima tappa Trieste e la Risiera di S. Sabba A Trieste oltre al centro storico, molto bello per i suoi edifici neoclassici, hanno visitato Il Castello di Miramare e il suo Parco ricco di svariate specie botaniche
Risiera di S. Sabba L'insieme di edifici dello stabilimento per la pilatura del riso, divenuto tristemente famoso per essere l'unico campo di sterminio sul territorio italiano, venne costruito nel 1913 nel quartiere periferico di San Sabba a Trieste. Gli edifici non più adibiti ad uso industriale, vennero requisiti ed utilizzati all'occupatore nazista come campo di prigionia destinato sia allo smistamento dei deportati in Germania ed in Polonia, sia come deposito e smistamento dei beni razziati, nonché successivamente per la detenzione ed eliminazione di partigiani, detenuti politici ed ebrei.
Subito dopo l'ingresso della Risiera, in una specie di sottopassaggio, si affaccia la prima stanza posta alla sinistra di chi entra era chiamata "cella della morte", in quei locali angusti venivano ammucchiati i prigionieri, che giungevano dalle carceri o che venivano catturati in rastrellamenti non solo a Trieste, ma anche in Veneto ed in Slovenia e destinati ad essere eliminati nel giro di poche ore. Secondo testimonianze dei pochi sopravvissuti, spesso i prigionieri venivano a trovarsi in quelle celle assieme a cadaveri destinati alla cremazione.
Nel cortile interno della Risiera in prossimità delle celle, sull'area oggi contrassegnata da una piastra metallica, sorgeva l'edificio destinato alle eliminazioni, la cui sagoma è ancora visibile sul fabbricato centrale. All'interno di questo edificio vi era il forno crematorio. L'impianto era interrato, vi si accedeva attraverso una scala metallica ed un canale sotterraneo, il cui percorso è oggi pure segnato dalla piastra d'acciaio e univa il forno vero e proprio alla ciminiera. Sull'impronta metallica della ciminiera sorge oggi una scultura costituita da tre profilati metallici che simboleggiano la spirale di fumo che usciva dal camino.
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